Ogni giorno, per anni, hanno portato loro cibo, li hanno curati, fatti sterilizzare investendo tempo e sentimenti: da settembre, però, le volontarie non possono più occuparsi dei mici semiselvatici di Stagno lombardo, lo ha stabilito il sindaco insieme all’Ats, decisione che sarebbe stata presa per mettere a tacere le lamentele della proprietà della cascina che lamentava la presenza di questi gatti, che avrebbero potuto provocare danni nel casale. Sindaco e Ats avrebbero così preferito esonerare queste volontarie dal compito di seguirli. L’associazione, però, ufficialmente non avrebbe ricevuto alcuna revoca se non una comunicazione, secondo il legale del sodalizio, priva di alcuna motivazione che abbia un fondamento giuridico e il compito di seguirli è stato affidato ad altri. Questo però provoca in loro forte preoccupazione. Le volontarie, dunque, il cui lavoro sembra non essere stato riconosciuto nonostante l’impegno quotidiano, che si sentono ingiustamente private della possibilità di continuare a dare il loro affetto a questi gatti semiselvatici, lanciano un sofferto appello per capire e conoscere le sorti dei mici accuditi per tanti anni.

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