Durante questa puntata di Laboratorio Salute in studio abbiamo il chinesiologo Marco Corti spiegherà come debellare i parassiti e le micosi intestinali con il Metodo MC, Pietrina Oggianu, racconterà la disperazione dei malati fibromialgici ed Ivelina NiKolova , counselor trans-personale ci spiegherà le tecniche del neo-sciamanesimo.
Marco Corti da oltre trentanni si occupa di Chinesiologia Applicata: grazie a questa tecnica di diagnosi ha potuto creare un protocollo di cura specifico chiamato “Metodo MC“.
Il Metodo MC utilizza i test base della Chinesiologia Applicata supportati da sostanze specifiche, o miscele di sostanze, selezionate e validate dal metodo stesso.
E’ un sistema che permette di ridurre il margine di errore nella diagnosi e nella terapia delle affezioni più diverse, poiché è praticamente applicabile a tutte le patologie, soprattutto utilizzando le prove parametrate tra farmaci o prodotti. Tutto questo permette di verificare la dose ideale di un prodotto specifico per una determinata patologia.
Ma non solo: è anche un valido supporto per verificare le effettive condizioni di salute di soggetti ritenuti sani (sportivi, etc.) o di soggetti con una sintomatologia plurima non ascrivibile a nessuna specifica patologia, con la verifica della fisiologia di base.
IL Metodo MC insegna come effettuare il test di contrazione muscolare e quindi come riconoscere se i prodotti che assumiamo sono consoni al nostro organismo.
Una delle principali cause di malfunzionamento dell’intestino è data dalla presenza di parassiti e micosi intestinali; che esistono più di 150 specie di parassiti intestinali; che il comune denominatore che accomuna malattie di vario genere, dalla semplice influenza, alla gastrite, dal diabete fino a forme tumorali, è rappresentato da un intestino che non funziona regolarmente; che esiste un comprovato rapporto tra l’intestino e tutti gli altri organi del corpo; se ne evince che curando in modo accurato l’intestino, eliminando per prima cosa i parassiti e le micosi, si risolvono buona parte delle cause scatenanti di malattie comuni e anche gravi.
Inoltre è possibile, già con questa semplice pratica, eliminare molti problemi che impediscono il buon funzionamento degli enzimi che regolano l’azione di altri organi primari.
Pietrina Oggianu, scrittrice e poetessa sarda, sta combattendo una doppia battaglia. La prima contro la sua malattia, la fibromialgia, la seconda per ottenerne il riconoscimento da parte dello Stato.
Un male che non è riconoscibile dall’esterno ma che distrugge e deteriora. Ha lasciato la sua Sardegna dopo la morte della madre, il primo di tanti traumi che la vita le ha presentato, anche a causa di una società a volte crudele. Non si è mai arresa neanche quando, come tante donne, è stata vittima di violenze sia fisiche che psicologiche a causa di un uomo sbagliato.
Purtroppo però arriva un giorno in cui la vita inevitabilmente ti fa pagare il conto, e il suo corpo già devastato dagli eventi cede. Nel 2016 la diagnosi di Fibromialgia post trauma, chiamata anche “sindrome da dolore cronico diffuso”, una malattia fortemente invalidante che in Italia, nonostante ne soffrano in tre milioni di persone, non è riconosciuta dallo Stato.
Per questo motivo Pietrina ha voluto scrivere il suo nuovo romanzo “Avrei Voluto Urlare“, Edizioni del Faro, che racconta cosa significhi vivere con una malattia cronica.
Ha voluto soprattutto raccontare il coraggio e il sorriso di tutte quelle persone malate che la società chiama “malati invisibili”, dando voce al loro dolore. E sono davvero tante le malattie considerate invisibili che appartengono al mondo femminile, come anche l’endometriosi, la vulvodinia, la neuropatia del pudendo solo per citarne alcune.
Oggi Pietrina è mamma single di una meravigliosa ragazza che sta crescendo da sola, e nonostante le varie difficoltà nel convivere con il dolore h24, perché ad oggi non ci sono purtroppo cure ma solo terapie palliative, sta portando ovunque la sua storia attraverso il suo romanzo.
Il suo obiettivo è sensibilizzare il più possibile, non solo le istituzioni ma anche una società che ci definisce malati immaginari. Vivere con la Fibromialgia è come essere prigionieri di sè stessi, è come essere stati chiusi in una gabbia. I fibromialgici vivono in un corpo ferito che però non sanguina e questo inevitabilmente crea pregiudizio e spesso non vengono creduti.
Ivelina Nikolova, counselor professionista e transpersonale, porterà la sua esperienza e le sue conoscenze decennali spiegando le “terapie del sacro”, ovvero modalità di cura che trascendono i confini della mente razionale e lavorano sugli stati di coscienza. Questi strumenti si basano su diverse tecniche come il viaggio neo-sciamanico, caccia all’anima, bodywork, reiky e riti di passaggio. Tutte queste tecniche sono utili per modificare lo stato di coscienza ed arrivare oltre l’ “Io”.
Marco Corti
Pietrina Oggianu
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Dottoressa Ivelina Nikolova
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