Via Mantova: torna nuova logistica

Dopo l’archiviazione della prima istanza presentata un anno fa, è stata registrata lo scorso 12 giugno sul portale SILVIA di Regione Lombardia la richiesta che prevede la realizzazione di una struttura coperta di quasi 100 mila metri quadri, che andrebbero ad inserirsi in un’area di 300 mila metri quadri complessivi. Nonostante l’inquinamento ed i dati che evidenziano l’eccessiva cementificazione, l’aumento dell’impermeabilizzazione del suolo e le difficoltà nel garantire l’invarianza idraulica, Cremona rischia di essere travolta da una nuova colata di cemento che porterà in dote anche un forte aumento del traffico veicolare pesante. Nulla son servite le proteste, le petizioni e gli appelli pubblici rivolti al sindaco da parte di cittadini e associazioni e per l’ennesima volta l’ambiente ed il suolo agricolo saranno sacrificati a favore di interessi commerciali. Sarà una riduzione con il trucco. I proponenti della Logistic Capital Partners, colosso europeo del settore, hanno infatti deciso di presentare un progetto su scala ridotta rispetto alle ipotesi iniziali e che potrebbe consentire loro di evitare le strette maglie della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. La vecchia istanza venne appunto archiviata poiché le dimensioni previste dall’intera struttura logistica, con i suoi 20 ettari di superficie operativa e una capacità di movimentazione di oltre 400 mila tonnellate all’anno, superavano le competenze dell’ente provinciale. La sensazione però è che questa nuova richiesta di realizzazione ridotta sia solo l’anticamera di un progetto più esteso e che prevederà ulteriori ampliamenti nell’area oggi destinata al verde, ma dove, leggendo i progetti è già stata ipotizzata un’ulteriore struttura. Si tratta del collaudato modus operandi, che consente di realizzare progetti di grandi dimensioni suddividendoli in lotti minori, ed evitando in termini procedurali di sottoporre la loro approvazione a pesanti prescrizioni che potrebbero farne naufragare la realizzazione. L’elaborato, realizzato dalla “The Blosson Avenue Partners”, studio di progettazione di Milano specializzato il realizzazione di logistiche, prevede una struttura unica multipiano suddivisa in cinque edifici, caratterizzata da una maglia con grandi luci, tamponamenti con un ridotto numero di aperture e sarà caratterizzata da un totale di 90 baie di carico dotate di coperture retrattili per la protezione delle operazioni in caso di pioggia. La struttura dovrebbe essere destinata alla ricezione di semilavorati che verranno montati sul posto, avrà un grande impatto non solo in termini d’estensione estensione ma anche in altezza.