Incertezze sul deposito rottami (Cr)

Cremona.

C’è ancora grande incertezza rispetto al destino del deposito rottami di via Acquaviva. Nato come temporaneo nell’estate del 2020, dopo 3 anni, sia Regione Lombardia che ARPA non sono ancora a conoscenza di una eventuale data entro la quale il deposito verrà dismesso. E’ questo che emerge dalla risposta che l’assessore all’ambiente e clima, Giorgio Maione, ha fornito a Paola Pollini, consigliera regionale del m5s che lo scorso maggio aveva interrogato il Pirellone in merito al destino dell’area e allo stato di attuazione di eventuali opere di mitigazione. Nemmeno sotto quest’ultimo punto di vista sono state fornite certezze. L’ente regionale ha infatti confermato di non aver contezza di eventuali azioni intraprese dagli altri enti istituzionali in merito ad azioni per il contenimento e riduzioni delle polveri. Inoltre, Arpa, a causa di modifiche progettuali da parte dell’azienda, non ha ancora potuto fornire una valutazione previsionale di impatto acustico funzionale alla definizione di una barriera fonoassorbente tra l’area industriale e il confine di via Acquaviva. L’unica certezza al momento sul tavolo è una istanza di permesso di costruire, presentata da Arvedi Tubi Acciaio – ATA, per un intervento di ampliamento, che dimostra la volontà futura di dedicare almeno una parte dell’area ad oggi dedicata al deposito temporaneo, all’ampliamento del tubificio. L’attività di stoccaggio dei rottami potrà quindi continuare, infatti, nonostante dal “disciplinare di concessione” rilasciato dalla Provincia sia possibile evincere all’articolo 1 del documento di concessione che “l’area di 86,900 mq oggetto della presente concessione è finalizzata alla realizzazione di capannoni ad uso industriale per nuovi impianti e prolungamento di capannoni esistenti”, l’ente di Corso Vittorio Emanuele II, ha ritenuto l’attuale utilizzo come deposito scoperto coerente con le prospettive di sviluppo economico dell’area portuale.