Cremona. “Figli di Whatsapp”: vengono così definiti dal professore universitario cremonese Maurizio Mondoni i ragazzi della generazione Z. Questi, secondo quanto espresso dal docente, avrebbero perso la capacità di elaborare un testo complesso, di scrivere correttamente e di padroneggiare un lessico che non sia basico e gergale. Si manifesta quindi, nel quadro tratteggiato dal professore, un degrado culturale esacerbato dall’onnipresente e pervasiva tecnologia, che avrebbe reso i giovani odierni, di fatto, degli analfabeti funzionali, in balia degli eventi ed incapaci di comunicare.
Amedeo Artioli



