Cremona, le meraviglie della chiesa di San Sigismondo

Cremona. La chiesa di San Sigismondo fu fondata il 20 giugno 1463 e gli ultimi affreschi risalgono al XVIII secolo. Tra gli artisti che vi hanno lavorato: Camillo Bocaccino, Giulio e Bernardino Campi, Domenico e Gabriele Capra, Paolo e Giuseppe Sacca, Bernardino Gatti e Altobello Melone. Chiesa e monastero furono voluti da Bianca Maria Visconti per ricordare il suo matrimonio con Francesco Sforza. Tra le opere più inaccessibili, l’Ultima Cena di Tommaso Aleni, realizzata nel 1508 e custodita nel refettorio del monastero. Si ispira al passo del vangelo di Giovanni in cui Cristo rivelò il suo traditore. L’affresco di San Sigismondo è uno dei capolavori del pittore e dimostra un’attenta rielaborazione delle opere artistiche milanesi ispirate non solo al Cenacolo di Leonardo, ma anche al Bramantino. La chiesa, a navata unica con cappelle laterali, venne affrescata a partire dal 1535 e rappresenta uno dei più significativi complessi decorativi del Manierismo cinquecentesco dell’Italia settentrionale, con una resa armonica nonostante l’intervento di diversi pittori. Pregevoli sono anche gli stucchi cinquecenteschi delle cappelle, le cancellate in ferro battuto e ottone, il coro ligneo e gli intarsi marmorei dell’altare maggiore. L’organo è stato costruito da Luigi Vincenzo Acerbis nel 1861 con riutilizzo delle canne dello strumento precedente. Non meno pregevole la decorazione pittorica del Settecento. Inizialmente era retta dagli Eremitani di San Gerolamo dell’Osservanza. Dall’8 dicembre 2007, invece, nel monastero di San Giuseppe dimora una comunità di Monache Domenicane di clausura.

Claudia Barigozzi