Laboratorio Salute: le terapie per bloccare la replicazione della cellula staminale cancerosa

Durante questa puntata di Laboratorio Salute – Medicina Integrata in studio avremo il Professor Maurizio Pianezza, Membro effettivo del Direttorio Internazionale sulla Assistenza Sanitaria per EMA – European Medica Association fondata da medici di 12 stati membri nel 1990 in Belgio (la principale associazione che rappresenta i medici in Europa); specialista in chirurgia generale, in Malattie dell’apparato respiratorio e Professore a contratto in Master di secondo livello in Medicina. Nel 1978 porta a termine la tesi di laurea sulla classificazione dei tipi istologici del cancro polmonare con studio delle caratteristiche cellulari, in particolare la presenza di una componente neuroendocrina. Negli anni 1979/81 si è interessato della nascente Pneumologia Endoscopica ed Interventistica per la diagnostica ed il trattamento del cancro polmonare e del mesotelioma. Da sempre i suoi studi sono finalizzati alla ricerca di nuove strategie terapeutiche oltre quelle chemioterapiche. Come Dirigente Medico nella disciplina di Chirurgia Generale si è dedicato alla chirurgia della mammella applicando la chirurgia meno demolitiva e la tecnica del linfonodo sentinella. Dal 1996 ha riservato particolare attenzione al concretizzarsi delle conoscenze sui meccanismi dell’angiogenesi introdotti dai ricercatori americani tra i primi Folkman. Verso la fine degli anni ‘90 ha svolto una sperimentazione sulla angiomatosi. Il risultato favorevole di questa sperimentazione fece si che la Commissione Unica del Farmaco (oggi AIFA) nel 2001 rendesse erogabile gratuitamente il farmaco octreotide per questa patologia. Nella relazione conclusiva riferiva l’importanza di questa sostanza nel meccanismo neo-angiogenetico tumorale. Per questa particolare competenza venne interpellato in merito alla “terapia Di Bella”. Dal 2005 ad oggi ha proseguito la sua attività di ricerca verso nuovi approcci terapeutici. Oggi le sue ricerche sono concentrate sulle cellule staminali cancerose, un nuovo modello per spiegare la biologia del cancro e di conseguenza un nuovo approccio terapeutico basato sull’utilizzo di  molecole farmacologiche ad oggi ritenute potenzialmente efficaci nel condizionare la cellula staminale cancerosa ai fini di un risultato clinico positivo. 

“La malattia” deriva da una cellula staminale che, subito un “danno”, lo trasmette al tessuto.

Ecco perché le varie strategie e tecnologie utilizzate sino ad ora nella cura del cancro hanno ancora una percentuale di fallimento così elevata. La medicina personalizzata con l’uso delle cellule staminali, (cellule indifferenziate con la capacità di diventare qualsiasi tessuto presente nel corpo) può essere considerata la Medicina del Futuro, non solo per il cancro ma anche per tutte le patologie degenerative.

La biologia del cancro potrebbe essere diversa da quella attualmente condivisa. Sino ad una decina d’anni fa sembrava certo che il ricambio cellulare in un essere umano fosse garantito dalle cellule differenziate attraverso la loro attività replicativa. Lo studio delle cellule staminali, grazie a tecnologie sempre più sofisticate, ha radicalmente cambiato questa convinzione. L’essere umano dopo la nascita è governato, sia nelle fasi di crescita che di mantenimento nell’età adulta, dall’attività delle cellule staminali. Mentre è conosciuta l’attività staminale dallo zigote alla nascita dell’essere umano, meno conosciuta è l’attività svolta dopo la nascita.

Grazie all’identificazione delle staminali oggi sappiamo che i vari tessuti crescono e vengono rinnovati da queste cellule definite tessuto-organo specifiche. La staminale possiede una replicazione diversa dalla cellula differenziata. La replicazione staminale genera una cellula eguale a se stessa detta cellula madre (autorinnovamento) ed una cellula figlia, con diverse caratteristiche biologiche, da cui trae origine la cellula differenziata di un determinato tessuto. Per effetto di questa caratteristica biologica “la malattia” non può che derivare da una cellula staminale che subito un “danno” lo trasmette al tessuto.

Questo nuovo modo di concepire la “malattia” provoca un profondo cambiamento eziologico obbligando ad intraprendere percorsi terapeutici assai differenti dagli attuali.

La “malattia cancro” non può essere estranea a questo cambiamento eziologico.

I pazienti ed i parenti che si trovano di fronte ad una diagnosi di cancro per la quale non viene proposta una cura o la cura praticata si rivela inefficace ricercano la possibile soluzione percorrendo itinerari terapeutici della più varia specie. Nell’ambito delle terapie oncologiche non ufficiali succede di tutto.

In trasmissione parleremo di terapie che riescono a bloccare la replicazione della cellula staminale cancerosa, applicate nel rispetto dell’etica di comportamento universalmente riconosciuto dalla Comunità Scientifica, con l’utilizzo di molecole e farmaci regolarmente registrati e riconosciuti dagli Enti di controllo (FDA – EMEA – AIFA) applicati, rispetto ai “protocolli ufficiali”, in “modo diverso” ma rispondente alle più avanzate ricerche scientifiche.

RIVEDI I VIDEO TRASMESSI DURANTE LA TRASMISISONE:

VIDEO 1 – UN PARADIGMA NELLA TERAPIA DEL CANCRO

VIDEO 2 – CELLULE STAMINALI

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