SMANTELLATA FRODE FISCALE, PERQUISIZIONI A CREMONA

Cremona. La Guardia di Finanza e la Polizia, su delega della Procura della Repubblica di Reggio Emilia, hanno effettuato una serie di perquisizioni anche nel Cremonese in merito ad un’ingente frode fiscale. L’operazione denominata “Titano” ha permesso di individuare una serie di società cartiere riconducibili ad una persona residente in provincia di Reggio Emilia, costituite per emettere fatture per operazioni inesistenti nei confronti di terze società tra cui anche alcune realtà cremonesi. Grazie ai cash dog della Guardia di Finanza, sono state effettuate anche 80 perquisizioni nei confronti di soggetti che risultavano essere destinatari delle fatture false. Tre quelli perquisiti nel Cremonese, con l’aiuto dei finanzieri locali: una persona fisica e due persone giuridiche. Si tratta di un uomo di 52 anni, nato e residente a Cremona, e di due società, una con sede a Malagnino e l’altra a Casalmaggiore, destinatarie rispettivamente di fatture false per 130mila e per 100mila euro. Entrambe avrebbero ottenuto un profitto illecito di 50mila euro. Lo Scopo della truffa era infatti l’evasione delle imposte sui redditi e dell’Iva. In pratica, le cartiere esercitavano attività legate a prodotti petroliferi, macchine per l’edilizia, imballaggi, computer, commercio di prodotti via internet, mentre le società utilizzatrici operavano nel campo del commercio all’ingrosso degli imballaggi, dell’edilizia e dell’abbigliamento. Le 44 società interessate hanno utilizzato, nelle rispettive dichiarazioni annuali per l’Iva e le Imposte dirette, fatture per operazioni inesistenti ricevute dalle società cartiere per circa 62 milioni di euro, in un arco temporale che va dal 2018 al 2022