Laboratorio Salute – Metalli Pesanti: rischi invisibili nella vita quotidiana e strategie per disintossicarsi

In questa puntata di Laboratorio Salute parliamo di un pericolo invisibile ma molto presente nella nostra vita quotidiana: l’intossicazione da metalli pesanti assieme al dottor Guido Porcellini, esperto di medicina funzionale, detox del malato oncologico e di alte prestazioni sportive e Patrizia Rivadossi, imprenditrice.
Il piombo, il mercurio, l’arsenico e il cadmio possono entrare nel nostro corpo attraverso il cibo che mangiamo, l’acqua che beviamo, l’aria che respiriamo o persino farmaci ed integratori che assumiamo. Ma cosa succede quando questi metalli si accumulano nel nostro organismo?
L’esposizione può essere acuta o cronica. In caso di avvelenamento improvviso, i sintomi sono immediati e possono includere nausea, vomito e dolori addominali. Ma quando il problema è costante nel tempo, gli effetti sono più subdoli e pericolosi: danni al cervello, problemi comportamentali e persino aumento del rischio di tumori. I bambini sono i più vulnerabili, poiché il loro corpo assorbe più facilmente questi metalli (anche mediante i vaccini sottoforma di adiuvanti) e il loro cervello in via di sviluppo è molto sensibile.
Sorprendentemente, questi metalli si trovano in posti inaspettati: il pesce spada o il tonno possono contenere mercurio, mentre il riso può accumulare arsenico. Anche alcuni prodotti agricoli contengono piombo o cadmio.
Non solo gli alimenti, ma anche le pentole, padelle, posate e contenitori alimentari possono essere una fonte di contaminazione. Pentole in alluminio non rivestito, padelle antiaderenti danneggiate o contenitori metallici di scarsa qualità possono rilasciare metalli tossici negli alimenti, soprattutto quando riscaldati ad alte temperature o a contatto con cibi acidi. È importante quindi scegliere utensili di qualità, come l’acciaio inossidabile o rivestimenti sicuri come la ceramica, e fare attenzione a eventuali danni ai rivestimenti antiaderenti.
Se ci si sente esposti, esistono test diagnostici per verificare i livelli di metalli nel corpo e trattamenti come la chelazione, una terapia che utilizza sostanze chelanti per legare i metalli tossici e favorirne l’eliminazione tramite le urine.
Le principali sostanze chelanti includono il Dimercaprolo (o BAL) e l’EDTA (acido etilendiamminotetraacetico), somministrati spesso per via endovenosa o tramite flebo per trattare avvelenamenti gravi da metalli come piombo e mercurio. Anche la Penicillamina, somministrata per via orale, è utilizzata per alcune intossicazioni, così come il DMPS e il DMSA, due altri agenti chelanti somministrabili per via orale o parenterale. Tuttavia, è importante sapere che la chelazione può avere effetti collaterali e deve essere eseguita sotto stretto controllo medico.

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