TERRE DI LOMBARDIA: MOLGORA, UNA STORIA SULL’ACQUA

La puntata è dedicata al torrente Molgora e il suo territorio. La Molgora nasce in due rami nei comuni di Colle Brianza e Santa Maria Hoè a Merate. Attraversa la provincia di Monza e Brianza e termina nella Muzza tra Milano e Lodi. L’origine del nome è celtico e un tempo si chiamava Morga o Mroga con il significato di confine. Ci troviamo a Pessano con Bornago la cui prima parte del nome è di origine gallo-romana forse dal nome di un proprietario dei terreni di nome Pettius o Pettianus. Invece la seconda parte Bornago deriva dal nome di un capovillaggio insubre Bornos ossia “il furioso”. Ci sono molte cascine in questo territorio tra cui: Cascina Canepa perché un tempo veniva coltivata la canapa, Cascina Castiona dal nome della famiglia che vi risiedeva i Castiglioni. Poi troviamo la Cascina Bragosa da “Brag” che in celtico significa fango e infine la Cascina Bosco perché un tempo era vicina a boschi che si estendevano lungo queste terre. Queste sono territori dove abitavano i Celti in particolare gli Insubri popolazione che grazie alle scambi commerciali con l’Etruria, la Venetia e la Gallia progredirono fino a creare una civiltà. Corsi d’acqua in queste zone sono oltre la Molgora, la Molgoretta lunga 10 km, e il Rio Vallone un corso d’acqua con una portata idrica instabile spesso asciutto risalente al XV secolo. In queste terre troviamo le Foppe, dei laghetti artificiali creati dall’uomo. Con il termine Foppe si intende una buca colma d’acqua create da escavazioni di argilla per la produzione di mattoni. Nelle Foppe troviamo una ricca vegetazione dominata dalla tifa, la cannuccia di palude, e con la presenza di molti animali specialmente di uccelli che approfittano di queste pozze per abbeverarsi d’estate. Infine vi parlerò del sistema delle Trobbie composto da diversi corsi d’acqua.