Casalmaggiore. Il procedimento nei confronti Massimo Poli, 54 anni, inizialmente indagato per omicidio volontario, è stato archiviato. L’uomo, il 23 giugno di due anni fa, rincasando nell’abitazione di via Corsica a Casalmaggiore, aveva trovato la sua compagna Francesca Schizzi, di 40 anni, distesa sul letto, esanime. L’aveva scossa, ma era ormai senza vita. Disperato, voleva chiamare i carabinieri ma era agitato, così aveva deciso di andarci direttamente. Era stato così iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio, un atto dovuto. L’uomo ha sempre sostenuto di non aver fatto niente, dicendo che gli inquirenti avrebbero dovuto fare il loro dovere e che lei era la sua vita. Oggi, il caso è stato chiuso. La 40enne di Piadena, sul cui corpo era stata disposta l’autopsia, secondo i medici legali è dunque deceduta per cause naturali: un edema polmonare. In seguito al malore che l’aveva colpita, era caduta a terra, sbattendo la testa e procurandosi un trauma cranico, ma aveva avuto la forza di rialzarsi e di mettersi sul letto, dove poi era stata trovata dal compagno. I due vivevano insieme da anni, lei, minutina, era impiegata all’Asst, negli uffici in piazza Garibaldi; lui, più corpulento, aveva la pensione di invalidità ottenuta dopo un incidente. Quella sera erano stati visti in centro dove erano andati a prendere un gelato, poi erano tornati a casa ma mentre lei era salita, lui era andato a Parma a giocare a carte con gli amici. Al suo rientro, verso le due di notte, l’aveva ritrovata distesa sul letto matrimoniale. Da lì partì l’indagine che si è conclusa con l’assoluzione.



