Cremona. Finestre rotte in più punti, vetri sfondati, escrementi, erbacce, piccioni morti e lasciati per giorni sul marciapiede, bidoni abbandonati sulla balconata: non siamo in periferia, ma all’inizio di Corso Mazzini, a pochi minuti a piedi da piazza del Duomo, dove si trova l’ex Fulmine, un grande magazzino che ha fatto la storia della città, che si sviluppa su sei livelli quasi tutti occupati dal negozio tranne la parte superiore, con appartamenti, dove abitò anche Mina. Ora una parte del piano terra è occupata da un esercizio commerciale, il resto versa in pessime condizioni. Il declino dell’edificio è iniziato nel 1992. Dopo la chiusura, l’ex Fulmine era stato ceduto dalla famiglia Lanzoni all’istituto Mondino di Pavia, poi era finito nel patrimonio della Maugeri ed era poi stato posto sotto sequestro per lo scandalo delle tangenti nella sanità lombarda ai tempi di Formigoni. L’architetto a cui è legato l’edificio, che usciva probabilmente da certi schemi locali, aveva anche fondato una rivista di tecnologia.



