OSSERVATORIO TAMOIL (CR): OPINIONI A CONFRONTO

Cremona. Si è svolto ieri in Sala Quadri del Comune l’osservatorio Tamoil, il quindicesimo in circa 16 anni, occasione per fare il punto sullo stato della bonifica nell’area dell’ex raffineria. Secondo i dati presentati da azienda e enti di controllo, i livelli di inquinamento risultano in calo e gli impianti di ripristino potrebbero essere progressivamente dismessi. Arpa conferma che le ultime rilevazioni indicano livelli di gas interstiziale rientrati nei limiti accettabili. Una visione rassicurante che, però, non convince tutti. Dall’opposizione e dai comitati ambientalisti emergono dubbi sulle reali condizioni della falda e sulle prospettive di recupero dell’area. Tra i nodi sollevati, la trasparenza sulle azioni di messa in sicurezza e l’uso dei fondi ottenuti dal Comune grazie alla sentenza sul disastro ambientale. Si parla di 2,4 milioni di euro, una cifra che, secondo i critici, dovrebbe essere destinata a progetti di risanamento ambientale. L’amministrazione comunale, invece, ha annunciato di voler impiegare parte di questi fondi per il miglioramento della sicurezza e dell’illuminazione nei giardini pubblici. Una scelta che divide, mentre i dati sull’inquinamento atmosferico in città continuano a preoccupare. Se da un lato si continua a monitorare la situazione Tamoil, dall’altro è calato il silenzio sull’Osservatorio attività metallurgiche, ex Osservatorio Arvedi, istituito a luglio 2021 e mai più convocato. La consigliera del Movimento 5 Stelle, Paola Tacchini, nell’ottobre 2024 aveva presentato un’interrogazione chiedendo che l’Osservatorio venisse riattivato, anche alla luce della vicenda dei fumi radioattivi dell’Acciaieria Arvedi. A oggi, tuttavia, non è stata data alcuna risposta e resta l’incertezza su se e quando verrà riconvocato.