Rivolta d’Adda. Violenza sessuale aggravata ai danni di quattro donne: è l’accusa che ha portato all’arresto del sindaco di Rivolta d’Adda e gastroenterologo Giovanni Sgroi. La misura che pone il medico ai domiciliari è stata chiesta dal pm Alessia Menegazzo ed è stata emessa dal gip Sara Cipolla. I presunti abusi sarebbero avvenuti ai danni di 4 pazienti di 24, 35,36 e 44 anni, all’interno di una struttura sanitaria a Pozzuolo Martesana, in provincia di Milano, nella quale Sgroi è direttore dell’area polispecialistica. Secondo l’accusa, gli episodi avrebbero avuto luogo nel corso di ecografie addominali, prima attraverso apprezzamenti e domande non pertinenti e poi passando a violenze camuffate per manovre mediche. Nel riaccompagnare le pazienti fuori dalla stanza, secondo le testimonianze raccolte, Sgroi si sarebbe in più occasioni rivolto alla sua segretaria dicendo di “fare lo sconto” alle pazienti in questione. In tutti i casi viene contestata anche l’aggravante dell’abuso di potere e della violazione dei doveri di un pubblico servizio. La prima denuncia dell’attuale indagine è stata fatta ai Carabinieri di Melzo (Milano) a inizio 2024. Ma già nel 2010 la Procura della Repubblica di Bergamo aveva sottoposto Sgroi ad indagini preliminari per ipotesi di reato analoghe, poi archiviate. Si tratterebbe di un caso simile a quello che ha portato all’arresto di Emanuele Michieletti, ex primario di radiologia dell’ospedale di Piacenza accusato di violenza sessuale e stalking nei confronti di dottoresse e infermiere del nosocomio, per il quale gli inquirenti stanno interrogando dipendenti ed ex dipendenti del reparto che hanno deciso di testimoniare. Secondo alcune indiscrezioni legate al caso, altre persone sarebbero state iscritte nel registro degli indagati con l’accusa di favoreggiamento. Circostanza che però la procura ha categoricamente smentito.



