“Con assoluta spregiudicatezza e totale indifferenza per la salubrità dell’ambiente e delle piantagioni, perseguiva una aggressiva politica di smaltimento abusivo dei rifiuti”: è quanto si legge nelle motivazioni della sentenza dello scorso 19 marzo a carico dell’amministratore della WTE Giuseppe Giustacchini, condannato a un anno e quattro mesi in rito abbreviato per traffico illecito di rifiuti. La società era accusata di aver sparso, tra il 2018 e il 2019, 150 mila tonnellate di fanghi tossici su 3 mila ettari in 78 comuni del nord Italia tra Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna. Questi fanghi, contaminati da metalli pesanti e idrocarburi, venivano ceduti, spesso gratuitamente, come fertilizzanti dalla Wte ad agricoltori ignari che poi li spargevano sui loro campi, alcuni dei quali localizzati nel territorio cremonese: Formigara, Castelvisconti, Pieve D’Olmi, Pieve San Giacomo, Sospiro, Martignana di Po, Torricella de Pizzo, Castelleone, Gussola, Casalmorano, Piadena, Persico Dosimo, Derovere, Scandolara Ravara. Restano ancora aperti diversi interrogativi sull’impatto che questi fanghi potrebbero aver avuto sull’ambiente e sulla salute umana.



