Cremona. Negli ultimi anni l’economia lombarda ha cambiato volto. A fotografare la trasformazione è uno studio di CNA che evidenzia una lenta ma costante erosione del tessuto produttivo tradizionale, in favore del settore terziario. Tra il 2019 e il 2025 si contano quasi 3.000 imprese in meno in tutta la regione, con cali consistenti nell’industria, nell’agricoltura e nei trasporti. Cremona non fa eccezione. Solo nei primi tre mesi del 2025 si sono perse 77 imprese, un dato che pesa su una realtà già provata. In particolare, a soffrire è il comparto artigiano, storicamente legato all’identità produttiva del territorio. I settori della manifattura, delle costruzioni e della logistica sono quelli più colpiti. A crescere, invece, sono i servizi, soprattutto quelli alle imprese e alla persona, che continuano ad aprire nuove attività. Ma secondo CNA non basta. Le aperture non compensano le chiusure, e l’equilibrio tra innovazione e tradizione rischia di rompersi. Per l’associazione di categoria è urgente rivedere la legge regionale sull’artigianato, ferma da quarant’anni, per tutelare quel patrimonio fatto di botteghe, professionalità e storie che hanno costruito la Lombardia produttiva.



