Soncino. Il bagno in mare, poi l’attacco dello squalo. La lotta per avere salva la vita, uno sforzo sovraumano che lo porterà a riabbracciare i suoi cari. “Un miracolato”, è così che Peppino Fappani si definisce dopo il faccia a faccia con la morte dello scorso dicembre. Sono passati sei mesi, ma il ricordo è vivido come se tutto fosse accaduto l’altro ieri. Il fortissimo urto, poi i morsi. Peppino mostra le cicatrici che si sono rimarginate. Adesso sta bene, il peggio è passato, ma rimangono i segni sulla pelle. Con le mani Peppino indica i punti che lo squalo ha attaccato. Prima un forte urto, poi i denti affondano dietro alla coscia e lungo il polpaccio. Le cicatrici sulle braccia raccontano la battaglia, segni indelebili che riportano a quel 29 dicembre dove lui è stato l’unico a sopravvivere. Gianluca Di Gioia invece sarebbe morto quel giorno a causa dell’attacco, per lui è stato troppo tardi.
Luca Marca



