Cremona. Il settore edilizio a Cremona sta vivendo una fase complessa, tra segnali di rallentamento e nodi strutturali irrisolti. Secondo l’analisi di ANCE, nel 2023 si era registrata una forte crescita del mercato delle opere pubbliche, ma il 2024 ha mostrato l’altra faccia della medaglia: le aggiudicazioni sono crollate di oltre il 35%, segno che molti progetti non si sono tradotti in cantieri concreti. Sul fronte privato, la domanda di nuove abitazioni rimane debole e il recupero del patrimonio esistente è ostacolato dalla mancanza di incentivi stabili, in particolare nelle periferie urbane. Un altro dato critico riguarda la scarsa ricaduta locale degli appalti pubblici: dal 2022 al 2024, solo il 17% delle gare è stato vinto da imprese cremonesi. Il resto è finito a ditte esterne, spesso al massimo ribasso, con un impatto economico limitato per il territorio. A questo si aggiunge la difficoltà per molte imprese locali, spesso piccole o non strutturate, di partecipare a bandi di grande entità. Senza un rafforzamento della capacità competitiva, aggiornamento tecnico e semplificazioni normative, il rischio è che il comparto, pur strategico, resti schiacciato tra burocrazia, frammentazione e mancanza di visione.



