PO IN CRISI (CR), PRELIEVI RECORD PER L’IRRIGAZIONE

Cremona. Nel bacino del Po si passa da un estremo all’altro: piogge intense e rischio esondazioni in primavera, siccità severa e carenza d’acqua a luglio. Nonostante le precipitazioni diffuse delle scorse settimane, la situazione idrica nel distretto del fiume Po è tornata a peggiorare. L’Osservatorio permanente, riunitosi qualche giorno fa, ha segnalato una progressiva riduzione della disponibilità d’acqua, con livelli idrometrici in calo nei Grandi Laghi e portate inferiori alla media in tutte le principali sezioni del fiume, compresa Cremona, dove oggi si registra un livello di –7,20 metri. Nel territorio cremonese, la pressione maggiore arriva dall’agricoltura intensiva: il prelievo per l’irrigazione, in particolare per le coltivazioni di mais, resta altissimo, contribuendo a un fragile equilibrio idrico. Il sistema non regge più: si alternano lunghi periodi di siccità a eventi estremi, e la colpa non è solo del clima, ma anche delle scelte dell’uomo. A pesare sono anche le industrie, che incidono sul bilancio idrico con consumi ingenti. Intanto, le riserve nevose alpine sono quasi esaurite, le temperature torneranno a salire nei prossimi giorni e non sono previste piogge significative. Anche bacini come Adda, Serio, Brembo e Ticino mostrano riserve idriche al di sotto della media. Il rischio, già visto nel 2022, è quello di dover forzare i grandi laghi lombardi a compensare la crisi del Po. Una gestione razionale e lungimirante diventa ormai non più una scelta, ma una necessità.