RINCARI SULLE VACANZE DEI CREMONESI

C’è chi non vede l’ora che arrivino per riposarsi e rifugiarsi al mare, respirare aria un po’ più fresca in montagna o visitare una città d’arte. Sulle vacanze estive dei cremonesi sta per abbattersi una stangata. Mai una gioia, direbbe qualcuno. Lo afferma il Codacons, commentando i dati preliminari sull’inflazione diffusi oggi dall’Istat. Tutte le voci legate al turismo hanno registrato a giugno una decisa crescita, che segue il trend al rialzo iniziato già nel mese di maggio: i prezzi dei voli nazionali, ad esempio, a giugno rincarano del +38,1% su anno, le tariffe dei traghetti del +19,6%, quelle dei Servizi ricreativi e sportivi (piscine, stabilimenti, palestre, parchi divertimento, ecc.) del +7,7%, i prezzi dei Pacchetti vacanza nazionali del +8,7%. Gli alberghi rincarano del +2,9% su anno mentre i listini di case vacanza, b&b e altre strutture ricettive del +5,8%. Per il 2025, si stima una spesa pro-capite per il turismo delle famiglie cremonesi di circa 805 euro. Considerando che una famiglia media italiana è composta da circa 2,3 persone, questo si tradurrebbe in una spesa media per famiglia lombarda di circa 1.850 euro per le vacanze.  Rincari che, secondo l’associazione dei consumatori, appaiono del tutto ingiustificati. Nonostante la crisi le famiglie cremonesi sembrano mantenere il desiderio di viaggiare: tra le località più gettonate spiccano scegliendo Isola d’Elba, Cinque Terre, Umbria, Tenerife, Nepal, Thailandia, Lisbona e New York. Chi invece non può concedersi un viaggio è costretto a rifugiarsi in casa vista la chiusura della piscina comunale o trascorrere le proprie ferie nelle varie società canottieri della città.