ARCHIVIATA LA DENUNCIA SULLA PRESENZA DI ARMI NUCLEARI IN ITALIA

Una denuncia che sembrava “una causa vinta” si è trasformata in una sconfitta giudiziaria. Gli attivisti del movimento Abbasso la Guerra avevano portato in Procura a Roma la questione della presenza di armi nucleari nelle basi di Ghedi e Aviano, ritenendola illegale alla luce di leggi e trattati internazionali. Ma dopo appena nove giorni dal deposito, nell’ottobre 2023, il PM chiese l’archiviazione, definendo la vicenda “questione politica” e non penale. Il GIP accolse la richiesta senza contraddittorio, escludendo i 22 denuncianti dallo status di “persone offese”. Reclami e ricorsi non hanno avuto esito, con la motivazione che l’interesse tutelato sarebbe dello Stato, non dei cittadini. Per gli attivisti si tratta di “una brutta pagina per la magistratura”: accuse di arretramento davanti a scelte politiche che, secondo loro, violano norme chiare. La questione è resa ancora più delicata dal fatto che nella base di Ghedi, in provincia di Brescia, sarebbero custodite circa 20-30 bombe nucleari B61 di fabbricazione statunitense, come confermato da più fonti internazionali e riportato anche dalla stampa italiana. Non solo: Ghedi è l’unica base in Italia dotata di aerei in grado di trasportare e sganciare queste testate: i Tornado IDS del 6º Stormo e i nuovi F-35A configurati per la missione nucleare nell’ambito della NATO. Ora gli attivisti annunciano nuove denunce a Brescia e Pordenone e un ricorso alla Corte Penale Internazionale per la fornitura di armi a Israele.