CREMONA, CARCERE TRA EMERGENZE E TRAGEDIE

Ancora emergenza dietro le sbarre di Cremona. Nei giorni scorsi i Radicali avevano denunciato gravi criticità igienico-sanitarie all’interno della Casa Circondariale, parlando di infestazioni da cimici da letto, lesioni cutanee tra i detenuti e persino il sospetto di casi di scabbia. Una situazione definita insostenibile e che ha riacceso l’attenzione sulle condizioni di vita all’interno del carcere. E proprio venerdì pomeriggio è arrivata un’ulteriore tragedia: un detenuto magrebino di 40 anni è morto dopo aver inalato il gas di una bomboletta da campeggio. Secondo la Uilpa Polizia Penitenziaria potrebbe trattarsi di un gesto volontario, l’ennesimo suicidio in un sistema al collasso, che dall’inizio dell’anno ha contato già 55 detenuti e 3 agenti che si sono tolti la vita. A Cremona la situazione è emblematica: 563 detenuti stipati in 384 posti, con soli 187 agenti in servizio a fronte di un fabbisogno di almeno 335. A livello nazionale i numeri parlano di oltre 62mila ristretti per meno di 47mila posti disponibili e un organico di Polizia penitenziaria carente di 18mila unità. Un quadro che il sindacato definisce esplosivo, tra suicidi, aggressioni, rivolte e condizioni di lavoro disumane per il personale. Da qui l’appello al ministro Nordio e al Governo perché affrontino subito un’emergenza che non riguarda solo la dignità, ma la vita stessa di chi vive e lavora nelle carceri.