A Cremona, come nel resto della Lombardia, il caro energia continua a pesare pesantemente su imprese e famiglie. Le piccole aziende del territorio, in particolare quelle manifatturiere e artigiane, si trovano a pagare tariffe elettriche tra le più alte d’Europa: in media 28 centesimi al kilowattora, circa il 22 per cento in più rispetto alla media europea. Una situazione che molti attribuiscono alla crisi internazionale e ai costi di produzione, ma che nasconde anche un altro volto: quello dei profitti record delle società energetiche. A2A, uno dei principali operatori in Lombardia, ha chiuso il 2024 con utili pari a 816 milioni di euro, un dato che fa riflettere su quanto la speculazione e le dinamiche di mercato stiano incidendo sulle bollette di cittadini e imprese. E non è solo la luce o il gas a pesare sui bilanci. Anche le famiglie cremonesi segnalano rincari su tutti i fronti: dalla spesa quotidiana ai carburanti, fino agli affitti. L’inflazione, pur in calo rispetto ai picchi del 2023, resta comunque alta e continua a erodere il potere d’acquisto. Tra caro bollette, costi energetici e prezzi al consumo, a Cremona la sensazione diffusa è che il peso della crisi ricada tutto su chi produce e su chi lavora, mentre i grandi fornitori dell’energia continuano a registrare utili da record.



