Cremona. Sempre più famiglie della provincia di Cremona si rivolgono allo sportello “SOS RSA Alzheimer” del Codacons per capire se debbano davvero sostenere le rette di ricovero dei propri cari affetti da demenza. Un flusso di richieste che cresce di mese in mese, segno di quanto il problema pesi sul territorio. La giurisprudenza italiana, però, è chiara: le prestazioni per i malati di Alzheimer sono considerate inscindibilmente connesse a quelle sanitarie e, come tali, devono essere interamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Non solo le cure mediche, ma anche i costi cosiddetti “alberghieri” e di assistenza. La necessità di chiarimenti è forte in una provincia che conta, secondo una rilevazione riportata da Il Giorno, oltre 5.900 persone over 65 con demenza, una quota significativa delle quali affetta da Alzheimer. Le rette attuali sono impegnative: le tariffe 2025 di Cremona Solidale indicano 63 euro al giorno nei nuclei Alzheimer delle RSA pubbliche o convenzionate, mentre nelle strutture private la cifra può salire fino a 104,50 euro al giorno, per una spesa mensile che, secondo altre stime locali, supera spesso i 2.000 euro e può toccare i 2.500 euro nelle strutture con standard assistenziali elevati. Alla luce delle recenti sentenze della Cassazione e di diversi tribunali, il Codacons invita tutte le famiglie cremonesi con un parente ricoverato a far valere i propri diritti: nessun contributo può essere richiesto al paziente o ai familiari. Un principio che, se applicato con rigore, alleggerirebbe un peso economico e sociale che oggi grava su centinaia di nuclei del territorio, offrendo finalmente una tutela concreta a chi già affronta il dramma quotidiano dell’Alzheimer.



