La sanità pubblica lombarda sta attraversando una crisi senza precedenti. Per una semplice risonanza magnetica, in alcune province come Cremona, Brescia o Bergamo, i tempi d’attesa arrivano addirittura a due anni e oltre. In certi casi la prima disponibilità viene fissata a dicembre 2027, un dato che lascia senza parole. Un’attesa così lunga per un esame diagnostico fondamentale, spesso richiesto per sospette recidive tumorali o patologie croniche, mette seriamente a rischio la salute dei cittadini e mina la fiducia nel sistema sanitario pubblico. Nonostante le promesse di potenziamento delle strutture e di riduzione delle liste d’attesa, la realtà racconta un’altra storia: ospedali sovraccarichi, carenza di personale e macchinari insufficienti. Chi può permetterselo è costretto a rivolgersi al privato, mentre per molti altri resta solo l’attesa — e la speranza che non sia troppo tardi.



