Ospite in studio il professor Alberto Izzotti, medico, specialista in Igiene e Medicina Preventiva e dottore di ricerca in Tossicologia dell’Ambiente e dell’Alimentazione nell’Università di Genova.
Il Professor Izzotti ha dedicato gran parte della sua attività scientifica allo studio dei meccanismi di prevenzione delle malattie cronico-degenerative e oncologiche. Laureato con lode all’Università di Genova, Izzotti ha unito l’approccio molecolare alla visione clinica, sviluppando protocolli che coniugano attività fisica adattata, nutrizione clinica e integrazione con ozonuri.
Un esempio concreto arriva dalla collaborazione con la Brest Unit degli Spedali Civili di Brescia, dove un gruppo di 48 donne operate di tumore al seno è stato seguito in un programma innovativo di riabilitazione oncologica. Per due mesi le pazienti hanno svolto un percorso di ginnastica adattiva con sessioni da 60 minuti, due volte alla settimana, integrate da una nutrizione bilanciata e dall’assunzione di ozonuri in capsule gastroresistenti, sviluppati per veicolare ossigeno attivo attraverso un vettore lipidico.
I risultati, monitorati per tre anni, sono incoraggianti: l’associazione tra attività fisica e integrazione ha determinato un aumento del 29% del VO₂ max, parametro che misura la capacità cardiovascolare, e un miglioramento del 21% della forza muscolare, con una riduzione del grasso corporeo del 3%. Ma l’aspetto più rilevante riguarda la diminuzione dei marcatori di stress ossidativo e infiammazione, fattori chiave nel rischio di recidiva tumorale. Gli ozonuri, spiega Izzotti, agiscono come modulatori del bilancio ossidativo: a basse dosi stimolano le difese antiossidanti endogene, senza produrre danno cellulare. È il principio del “Portio facit venenum” — è la dose a fare il veleno — che trasforma l’ozono da potenziale ossidante a potente regolatore fisiologico dei processi metabolici. Studi condotti in parallelo hanno inoltre dimostrato una riduzione dell’immunosenescenza cellulare e un mantenimento della lunghezza dei telomeri, marcatori biologici di invecchiamento.
La combinazione di alimentazione funzionale, esercizio mirato e integrazione ozonizzata si è così rivelata un approccio sicuro e privo di effetti collaterali, capace di migliorare la qualità della vita e potenzialmente di ridurre le probabilità di recidiva nelle donne sopravvissute al cancro al seno. Il modello sperimentato a Brescia rappresenta oggi un punto di riferimento per la medicina preventiva personalizzata: una strada che unisce scienza, clinica e stili di vita, restituendo all’ossigeno — molecola semplice ma vitale — un ruolo centrale nella promozione della salute e nella longevità attiva.
Per contatti:


