IL CAPODANNO A CREMONA DEL SECOLO SCORSO

Cremona. Trent’anni fa il capodanno a Cremona aveva un sapore diverso. Non c’erano effetti speciali o maxi-schermi, ma c’era la città: viva, compatta, festosa. In piazza si arrivava con in tasca una fetta di panettone e un bicchiere di vino bianco, pronti da condividere con chiunque si incontrasse. E poi il torrone, immancabile, che girava di mano in mano come un vero passaporto della cremonesità. Con l’ex sindaco Paolo Bodini abbiamo ripercorso quei momenti. Era una festa semplice, spontanea, fatta di sorrisi, sciarpe colorate e quella spensieratezza che oggi, forse, si respira un po’ meno. L’appuntamento era atteso per settimane: un rito collettivo che metteva insieme famiglie, giovani, anziani, tutti stretti sotto lo stesso cielo invernale ad aspettare la mezzanotte. Un capodanno più genuino, più “di tutti”, che oggi rischia di essere dato per scontato mentre molti scelgono alternative lontane dalla piazza. Ma il ricordo resta, caldo e luminoso, come un brindisi corale che ancora oggi racconta l’anima di Cremona.

Luca Marca