Cremonese. Non è stata una comune mattinata quella della Fondazione Redentore di Castelverde: l’arrivo di Andrea Cabrini ha trasformato gli spazi della struttura in un piccolo stadio dei ricordi. Non c’erano cori né bandiere, ma gli occhi degli ospiti brillavano come quelli dei tifosi di un tempo. Cabrini ha camminato tra loro con la naturalezza di chi torna fra persone che lo hanno sempre seguito. E loro — oggi più maturi, ma ancora appassionati — hanno accolto l’ex campione come si accoglie un vecchio amico: con calore, curiosità, e tanti ricordi da condividere. E alla fine, più che parlare di calcio, si è parlato di vita, di emozioni, di momenti che restano. Una visita semplice, ma capace di lasciare un segno profondo e di far sentire tutti, almeno per un attimo, di nuovo sugli spalti.
Luca Marca



