La Lombardia è la prima regione italiana per numero di treni e di pendolari, ma per chi ogni giorno percorre la tratta Mantova–Cremona–Milano la realtà resta fatta di ritardi, cancellazioni e disservizi continui. A confermarlo è il rapporto Pendolaria 2025 di Legambiente, che fotografa una rete ferroviaria con molte ombre: convogli vecchi, guasti frequenti e una strategia che continua a favorire il trasporto su gomma.
Sulle linee del Sud Lombardia il problema è strutturale. I tempi di percorrenza verso Milano restano lunghi e imprevedibili, rendendo difficile conciliare lavoro e studio. Al centro delle criticità c’è il raddoppio della linea Codogno–Cremona–Mantova, atteso da decenni: mentre il primo tratto è in corso, manca ancora circa un miliardo di euro per completare la seconda parte tra Piadena, Cremona e Codogno.
Un allarme rilanciato dal sindaco di Mantova Mattia Palazzi, che chiede un intervento urgente del Governo. Senza il raddoppio completo, avverte, non sarà possibile migliorare il servizio né ridurre i tempi di viaggio. Il rischio è chiaro: Mantova e Cremona restano isolate, condannate a un ruolo marginale rispetto a Milano, mentre i pendolari continuano a pagare il prezzo più alto.



