Cremona. Dalla tavola smeraldina di Ermete Trismegisto a Tommaso d’Aquino, passando per il sigillo di Re Salomone e la trasmutazione della materia: 1000 anni di studi d’alchimia racchiusi in un unico manoscritto, custodito presso la Biblioteca Statale di Cremona. Tra le pagine di quest’opera, risalente all’inizio del 1700, rivivono personaggi entrati nella leggenda, è il caso, per esempio, di Nicolas Flamell, conosciuto dal grande pubblico grazie a J.K Rowling, che in Harry Potter lo descrive come l’inventore della pietra filosofale. Ricerche e analisi che gettano le basi alla modernità scientifica giunta qualche decennio dopo, e che hanno portato, per esempio, ad alcune scoperte di Ettore Majorana. All’interno del testo, scritto a più mani da autori anonimi, convivono chimica ed esoterismo. Il suo approdo in Biblioteca Statale segue un percorso lineare



