IL DIALETTO SEGRETO DI CASTELPONZONE (CR)

È un dialetto che non assomiglia a nessun altro. Quello di Castelponzone è un esempio unico, antico, profondamente diverso persino dalle parlate dei paesi confinanti. Nato come una sorta di “gergo ladresco”, questo linguaggio utilizzava parole incomprensibili anche per molti che vivevano nel borgo stesso. Un espediente ingegnoso, pensato per rendere inafferrabile il discorso a chi non ne conosceva le regole. Un modo per comunicare senza essere capiti, per riconoscersi, per proteggere informazioni e identità in un tempo in cui le parole potevano fare la differenza. Un linguaggio nato dalla maestranza più antica del posto: i cordai. Oggi questo dialetto sopravvive soprattutto nella memoria degli anziani, come un patrimonio immateriale prezioso, fatto di suoni, significati nascosti e storia orale, anche se la vera forma del gergo, purtroppo, è ben diversa da com’era una volta. Un linguaggio che racconta non solo come si parlava, ma anche come si viveva, e che rappresenta una delle espressioni più affascinanti dell’identità di Castelponzone