Ottantadue automobili finite, almeno formalmente, nelle mani sbagliate. È questo il cuore della presunta maxi truffa che avrebbe coinvolto anche Cremona e che porterà a processo un uomo di 32 anni, originario del Veneto ma residente in Germania. Secondo la Procura, l’imputato sarebbe stato il perno di un sistema fraudolento attivo tra il 2014 e il 2020: le auto, molte di lusso come Audi e Mercedes, venivano intestate fittiziamente con documenti falsi, mentre i veri proprietari continuavano a usarle senza sapere nulla. Grazie a certificati di proprietà e carte di circolazione contraffatti, i passaggi risultavano regolari nei registri pubblici, permettendo all’uomo di mettere in vendita online vetture che in realtà non possedeva. Forte di una partita Iva per la compravendita di auto, avrebbe incassato caparre consistenti da ignari acquirenti, mostrando documenti apparentemente impeccabili. Il meccanismo avrebbe inoltre consentito di eludere imposte e tributi, dal bollo all’imposta provinciale di trascrizione. L’inchiesta, nata dalla denuncia di una delle vittime, approderà in aula a febbraio: il 32enne dovrà rispondere di truffa e falsità ideologica in atti pubblici.



