IL CELEBRE CRITICO GIANNI CANOVA A CREMONA

Il cinema come antidoto alla smemoratezza di massa. È questo il tema al centro dell’intervento del critico cinematografico Gianni Canova, presso la sede cremonese del dipartimento di Musicologia e Beni culturali dell’Università degli studi di Pavia. Il bombardamento di immagini, notizie e stimoli di vario genere a cui si è soggetti pregiudica inevitabilmente il ricordo collettivo: nei media digitali si vive in una sorta di eterno presente in cui il passato viene sepolto continuamente da un nuovo flusso di informazioni. La funzione mnemonica è delegata a un dispositivo esterno: lo smartphone, che funge da archivio e spesso filtra l’esperienza stessa. I ricordi restano online quindi, ma non vengono interiorizzati. L’individuo, oggi, documenta tutto ciò che gli accade: ma così facendo non lo vive fino in fondo. Una deriva distopica a cui si assiste quotidianamente. Un tema quanto mai calzante nel giorno del ricordo dei massacri delle foibe, un tragico capitolo da conservare nella memoria collettiva: per dovere morale e responsabilità.