CREMONA, CENTRO STORICO IN RITIRATA: NEGOZI AL DETTAGLIO -27,5%

Cremona. Il commercio tradizionale continua a perdere terreno e anche Cremona non fa eccezione. Questa mattina a Roma è stato presentato il report annuale “Città e demografia d’impresa” dell’Ufficio Studi Confcommercio, che analizza l’evoluzione delle attività economiche nei centri urbani italiani tra il 2012 e il 2025. I numeri raccontano una trasformazione evidente. Nel centro storico di Cremona le imprese del commercio al dettaglio sono passate da 404 a 293, con una riduzione del 27,5%. Un dato che colloca la città al 27° posto su 122 comuni italiani per calo delle attività commerciali. La contrazione riguarda anche le zone non centrali, dove i negozi sono scesi da 316 a 228, con una diminuzione del 27,8%, segno che il fenomeno interessa l’intero tessuto economico cittadino. A sparire sono soprattutto alcune categorie storiche del commercio urbano: edicole, librerie, cartolerie, negozi di abbigliamento e calzature. In molti casi gli spazi lasciati liberi sono stati occupati da altre attività: kebab, alimentari etnici, macellerie halal, market multietnici, negozi di elettronica a gestione straniera, distributori automatici e anche sexy shop self service. Il fenomeno rientra in una trasformazione più ampia del commercio urbano. A livello nazionale, negli ultimi tredici anni sono scomparsi 156 mila punti vendita al dettaglio, mentre nello stesso periodo l’e-commerce è cresciuto del 187%. A Cremona, secondo Confcommercio, resistono soprattutto le attività legate alla ristorazione e alla somministrazione, mentre il commercio di prossimità continua a ridursi, cambiando progressivamente il volto economico e sociale del centro storico.