CREMONA, FUOCHI D’ARTIFICIO FUORI DAL CARCERE

Cremona. Un compleanno festeggiato… con fuochi d’artificio. Non in piazza, non in un locale, ma davanti alla casa circondariale di Cremona. Protagonisti quattro giovani, tra i 19 e i 28 anni, due italiani e due cittadini albanesi, tutti già ben noti alle forze dell’ordine.

L’idea? Accendere batterie di artifici pirotecnici per celebrare un amico detenuto all’interno del carcere. Un gesto che, nelle intenzioni, voleva forse essere un segnale di vicinanza. Nella realtà, è diventato un perfetto assist alle forze dell’ordine.

Le Volanti della Questura di Cremona sono intervenute in pochi minuti, identificando i quattro senza troppe difficoltà. Anche perché, va detto, accendere fuochi d’artificio davanti a un carcere non è esattamente il modo migliore per passare inosservati.

E così, alla festa improvvisata è seguita una risposta altrettanto immediata: il Questore ha emesso per tutti e quattro un foglio di via obbligatorio da Cremona, valido per due anni.

Una misura che tiene conto non solo dell’episodio, ma anche dei precedenti penali dei protagonisti: rissa, rapina, minacce, lesioni, danneggiamento e reati legati agli stupefacenti.

E non è finita qui. Anche il festeggiato, già detenuto, non è nuovo a vicende simili: alle spalle ha accuse per rissa, minacce, lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e furto, oltre a un provvedimento di divieto di accesso alle aree urbane.

Insomma, più che una festa di compleanno, un curriculum… celebrato con effetti speciali. Ma stavolta, al posto degli applausi, sono arrivati i provvedimenti.

E il messaggio, piuttosto chiaro, è che a Cremona i fuochi d’artificio, soprattutto in certi contesti, rischiano di spegnersi molto in fretta