Cremona. Già negli scorsi mesi erano state molte le segnalazioni dei cittadini per i grandi fumi che provenivano dall’impianto che ogni anno brucia circa 71 mila tonnellate di rifiuti urbani, di cui il 60% si tratterebbe di plastiche e immondizia importate da fuori provincia, per permettere all’impianto di raggiungere le temperature di regime che alimentano il teleriscaldamento di Cremona. Tra le testimonianze c’è anche quella di Francesca, una cittadina costretta a trascorrere molto tempo in casa a causa di problemi di salute e che racconta i disagi provocati dagli odori. Segnalazioni che vanno avanti da anni e preoccupano sempre di più, una situazione stagnante che vede un impianto bollato da ISPRA come obsoleto ma che A2A, con 864milioni di euro come fatturato netto nel 2024, non sembra voler mollare. I residenti chiedono controlli e verifiche per capire l’origine del problema e trovare soluzioni immediate.
Luca Marca



