CREMONA, NUOVI ORARI DEI TAXI

Dal primo aprile è stato riorganizzato il servizio taxi di Cremona. Entra in vigore una nuova ordinanza sindacale che modifica turni e orari, con una fase sperimentale di sei mesi. La decisione, spiega il Comune, arriva dopo un confronto con cittadini e operatori del settore, nell’ambito della Commissione taxi e della Cabina di Regia del Distretto Urbano del Commercio. Nel concreto, il servizio sarà ampliato: i taxi inizieranno il turno alle 5 del mattino, ossia un’ora prima, e termineranno all’una di notte invece che a mezzanotte. Cambiano anche i giorni di riposo: non saranno più sabato e domenica, ma domenica e martedì: il sabato diventa giornata a pieno servizio. Nei giorni di riposo sarà comunque garantita la presenza del 50% dei mezzi. Previsto anche un adeguamento delle tariffe, fermo al 2020: l’aumento sarà inferiore al 20% e in linea con l’indice ISTAT. Ma tra i tassisti emergono dubbi sull’efficacia delle modifiche. Secondo alcuni operatori, anticipare l’inizio alle 5 del mattino non risponde a una reale domanda, visto che le prime corse si concentrano intorno alle 7. Allo stesso modo, prolungare il servizio fino all’una di notte rischia di avere un impatto limitato: chi si troverà a svolgere il servizio nelle ore serali avrà probabilmente un introito piuttosto basso a fronte delle ore lavorate. Le criticità dunque restano soprattutto nelle fasce più richieste, tra le 8 del mattino e il primo pomeriggio, dove si concentra la maggior parte delle corse. Inoltre il rischio, sottolineano alcuni tassisti, è quello di aumentare la copertura nelle ore notturne, andando soprattutto a servire chi esce dai locali e talvolta ha bevuto qualche cocktail di troppo, mentre al mattino si continua a faticare a garantire corse a chi ne ha davvero bisogno, come anziani o utenti diretti in ospedale. C’è poi il tema dei giorni di riposo: la scelta di domenica e martedì, secondo alcuni, non rispecchierebbe i reali picchi di domanda settimanale. Sia per i cittadini che per i tassisti, insomma, si tratta di una riorganizzazione che appare come un miglioramento sulla carta, ma che rischia di non risolvere i problemi strutturali del servizio.