Sta per scattare una vera rivoluzione per lo sport dilettantistico a Cremona. Entro il 31 maggio scadono una ventina di convenzioni con cui il Comune aveva affidato palestre e impianti alle società sportive. Finora queste strutture venivano spesso assegnate direttamente, ma oggi non è più possibile: la nuova normativa nazionale impone procedure pubbliche, anche europee, per l’affidamento. In pratica, tutte le società dovranno partecipare a bandi per poter continuare a utilizzare le loro palestre, con il rischio concreto di perdere sedi storiche o di dover competere con altri soggetti più strutturati. Un cambiamento che pesa soprattutto sulle realtà basate sul volontariato, che ora devono affrontare burocrazia, progetti tecnici e piani economici complessi. Esiste una sola alternativa: ottenere l’affidamento diretto presentando un progetto di riqualificazione dell’impianto, con investimenti e un piano finanziario. Ma per molte associazioni, che vivono di quote e sponsor sempre più difficili da trovare, è un ostacolo quasi insormontabile. Il risultato è un clima di forte incertezza: tempi stretti, procedure complesse e la paura di non avere più spazi per allenarsi già dalla prossima stagione. Una trasformazione che punta a maggiore trasparenza, ma che rischia di mettere in crisi un intero sistema sportivo locale, già provato da costi in aumento e anni difficili.



