Potrebbe esserci la collanina di un’amica al centro della lite che ha portato all’omicidio di Hamza Salama, il 20enne di origini egiziane brutalmente ucciso la sera di Pasquetta a Crema, nel quartiere San Bernardino. Un dettaglio emerso nelle ultime ore che potrebbe chiarire il movente dell’aggressione costata la vita al ventenne. Un gioiello che il 17enne originario del Marocco, ora maggiorenne, in carcere avrebbe chiesto con insistenza di riavere, sostenendo che fosse stato sottratto. Una richiesta che avrebbe acceso una lite sempre più violenta, culminata poi nell’aggressione brutale avvenuta in via Brescia. Gli inquirenti stanno verificando con attenzione questa versione dei fatti per capire se davvero la disputa per la collanina sia stata la scintilla che ha fatto degenerare la situazione. Il presunto aggressore ha spiegato agli investigatori di essere stato accompagnato da un amico più grande e di aver agito dopo aver ricevuto da lui il coltello con cui ha poi ferito Hamza. In un primo momento si era parlato di un regolamento di conti per questioni relative allo spaccio di droga.



