ALLARME PALESTRE (CR): BANDI E CONCESSIONI. L’ESEMPIO DEL CORONA

Cremona. Tutto nasce da una normativa recepita dal comune di Cremona che ha cambiato le carte in tavola: niente più affidamenti diretti per gli impianti sportivi, ma procedure differenti: ora la gestione passa direttamente ai Comuni e alle Province, che devono affidare gli spazi mediante bandi e convenzioni. Questo modo di procedere tramite gare, per di più europee, tocca soprattutto le associazioni sportive dilettantistiche cremonesi, formate principalmente da volontari e sta generando grande preoccupazione. In pratica, l’affidamento diretto andrà solo a chi farà lavori di riqualificazione, per questo la società sta valutando la possibilità di intervenire con proposte, ad esempio, sull’efficientamento energetico degli impianti, con un piano che si aggirerebbe sui 20mila euro. Ma la maggior parte delle associazioni vive principalmente delle quote delle famiglie, che si cercherà di non ritoccare e di non far andare oltre i 400 euro, ad esempio, per il volley. Ora la palla passa al Comune, che dovrà valutare i lavori, i progetti che perverranno e sciogliere i tanti nodi che attanagliano le società che, in molti casi, convivono con le scuole, come accade per la Virgilio, per l’utilizzo delle palestre. Un pallone da pallavolo costa circa 70 euro, ogni squadra ha divise da gioco, tute, attrezzature specifiche e strumenti per gli allenamenti.