Cremona. L’aumento delle tariffe per la ristorazione scolastica, approvato dalla giunta e in vigore a partire da settembre, è stato motivato dalla volontà di mantenere un servizio di qualità a fronte di un rincaro dei costi di gestione. Una spiegazione che non convince diversi genitori degli studenti delle scuole primarie e dell’infanzia comunali, che dissentono soprattutto sul tema della qualità: molti bambini, infatti, riferiscono di non apprezzare il cibo servito in mensa, che a volte viene scartato. Il rincaro arriva al 20 – 25%: da un minimo di 4 euro a un massimo di 6 euro e 30 al giorno, per circa 200 giorni di frequenza, mentre le tariffe dell’anno appena trascorso vanno dai 3 e 75 ai 5 euro. Gli aumenti non hanno lasciato indifferenti i genitori.
Amedeo Artioli



