Cremona. Sul sito web si leggono le informazioni della proposta, per le vie di Cremona sono comparsi i volantini. Secondo i promotori dell’iniziativa dello “sbattezzo”, per rinunciare al battesimo basterebbe compilare un modulo e inviarlo alla propria parrocchia di riferimento. Un gesto amministrativo che, nelle loro intenzioni, rappresenta una scelta di distacco dalla Chiesa.
Ma rinunciare al sacramento del battesimo non è un semplice atto burocratico: è una promessa permanente e indelebile, che accompagna il fedele per tutta la vita.
A Cremona, i dati raccolti negli ultimi anni e condivisi dalla Curia Vescovile parlano chiaro: lo scorso anno solamente 15 persone in tutta la Diocesi avrebbero formalizzato una richiesta di uscita, l’anno precedente 11. Un fenomeno limitato che indica un rapporto ancora stabile tra cittadini e fede cattolica.
Fuori dall’Italia, in Germania, invece, il tema assume anche una dimensione fiscale. Il sistema di tasse prevede un contributo pari a circa il 9% dell’imposta sul reddito per i membri delle principali confessioni religiose, cattolica e protestante. Resta aperta però una questione più ampia: perché in Germania questo contributo riguarda alcune confessioni altre, come quella islamica, ne sono esenti? Un interrogativo che continua a minare la storia, la fede e le tradizioni dell’Europa.
Luca Marca



