È partita da Cremona una delle più importanti indagini economico-finanziarie degli ultimi anni nel settore dell’edilizia. Tutto nasce infatti da una serie di controlli fiscali eseguiti dalla Guardia di Finanza di Cremona su alcune società del territorio. Da quei primi accertamenti, gli investigatori hanno scoperto quello che ritengono essere un sistema estremamente articolato, capace di movimentare milioni di euro attraverso società fantasma, fatture false e crediti fiscali inesistenti. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Brescia, ha portato agli arresti domiciliari un imprenditore bresciano e al sequestro di beni per oltre due milioni di euro tra immobili, conti correnti, quote societarie, gioielli, orologi Rolex e denaro contante. Secondo gli investigatori, dietro una rete di circa trenta società intestate a prestanome si nascondeva un’organizzazione che avrebbe creato documenti fiscali falsi e utilizzato crediti inesistenti per evitare il pagamento di contributi e imposte. Il danno più pesante riguarderebbe però il sistema previdenziale: il debito accumulato nei confronti dell’INPS ammonterebbe a circa 3 milioni e mezzo di euro. Particolarmente impressionante il numero dei lavoratori coinvolti. Le Fiamme Gialle parlano infatti di ben 925 operai impiegati attraverso meccanismi ritenuti illeciti. Una situazione che, se confermata, avrebbe consentito di abbattere artificialmente i costi e di ottenere vantaggi economici a discapito delle imprese che rispettano le regole. Per arrivare a questi risultati, la Guardia di Finanza di Cremona ha utilizzato intercettazioni telefoniche e ambientali, accertamenti bancari, analisi delle fatture elettroniche e servizi di osservazione e pedinamento. Un lavoro investigativo complesso che conferma il ruolo centrale delle Fiamme Gialle cremonesi nel contrasto alle frodi fiscali e al lavoro irregolare. Naturalmente, come previsto dalla legge, tutte le persone coinvolte devono essere considerate innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.



