Terre di Lombardia: i colori dell’acqua, parte due

Prosegue la descrizione della mia mostra persona tenuta a Palazzo Pirola presso Gorgonzola (MI) dal 24 gennaio al 8 febbraio 2026. L’etimologia del suo nome Gorgonzola è varia, la più accreditata deriva dal latino Curte Argentia ossia corte/villaggio nei pressi della stazione romana di Argenti. Secondo altri storici il nome invece deriverebbe dai successivi assestamenti di Curt Argentiola, mentre per altri ancora sarebbe da ascrivere alla presenza di un piccolo tempio dedicato alla dea Concordia (ossia Concordiola) in epoca romana. In seguito si chiamerà Congorciola. Collocata al dodicesimo miglio della strada romana che congiungeva Milano ai porti adriatici, veniva a trovarsi all’incrocio con il torrente Molgora che congiungeva due centri molto importanti: Vicus Mercatus (Vimercate), a Laus Pompeia (Lodi vecchio). Dopo essere stato feudo dei Marliani e dei Trivulzio, Gorgonzola venne acquistata nel 1689 dai Serbelloni. Anche nella seconda parte della mostra vi racconterò quadro per quadro dei brevi cenni storici, curiosità, tradizioni e leggende. Io amo studiare la luce e le ombre e l’atmosfera che avvolge ogni luogo, cercando attraverso i dipinti di cogliere il momento ossia “Carpe diem”, celebre locuzione latina tratta dalle “Odi” del poeta Orazio, che significa letteralmente “Cogli l’attimo” oppure “Afferra il giorno” e invita a valorizzare il presente e le sue opportunità, una riflessione sul tempo che scorre inesorabile. Nei miei dipinti amo utilizzate moltissimi colori, tante tonalità e soprattutto gli effetti della luce sulle stagioni che ritornano con il suo cambiamento naturale, ognuna per simboleggiare il ciclo della vita, la rinascita, il risveglio, gli stati d’animo, e scandiscono il tempo con i loro colori e atmosfere.

Altri temi in mostra sono i fiumi come Ticino, Adda, Po, i laghi come il Lario o il lago di Garda, i laghi della Brianza. E naturalmente la natura, i campi di fiori, le marcite, i fontanili, i vecchi mulini testimoni di un tempo lontano e le antiche corti lombarde dove il tempo sembra essersi fermato, un tempo che non ritorna più, ma che fa parte della nostre radici, un passato in realtà sempre presente nei ricordi.

Tra queste corti 2 dipinti della Corte dei Chiosi (o dei Chiostri) che è ciò che resta di un convento dell’ordine degli Umiliati. Oggi resta soltanto la facciata in cotto e sassi di fiume ma è proprietà privata.