Cremona. L’estate è nel vivo e, tra Cremona città e provincia, migliaia di persone frequentano ogni giorno le piscine delle canottieri, dei centri sportivi e anche quelle private. Luoghi dedicati al relax e al divertimento che, dopo la tragedia avvenuta nei giorni scorsi, riportano inevitabilmente l’attenzione sul tema della sicurezza.
A Sestri Levante una bambina di 11 anni è morta dopo essere rimasta con i capelli incastrati nel sistema di aspirazione di una piscina. Un episodio drammatico che ha acceso i riflettori sui dispositivi di protezione presenti negli impianti e che riguarda non solo le piscine pubbliche, ma anche quelle private, dove i rischi legati ai sistemi di aspirazione possono essere gli stessi se gli impianti non sono adeguati o correttamente mantenuti.
Per questo abbiamo contattato alcune delle principali realtà del territorio. La Canottieri Baldesio, la Canottieri Bissolati e il Flora ci hanno confermato che le loro piscine sono dotate di doppi punti di aspirazione e di griglie di protezione, sistemi progettati per ridurre il rischio dell’effetto risucchio.
Ma quanto accaduto dimostra che l’attenzione non è mai troppa. Esistono norme tecniche che disciplinano la sicurezza degli impianti e dei sistemi di aspirazione, ma è fondamentale che i dispositivi siano mantenuti in perfetta efficienza e sottoposti a verifiche periodiche. Dopo una tragedia come questa, controlli e ispezioni sulle piscine aperte al pubblico rappresenterebbero un importante segnale di prevenzione. E anche nelle piscine private è fondamentale prestare la massima attenzione, soprattutto quando in acqua ci sono bambini: la sicurezza non dipende solo dagli impianti, ma anche dalla consapevolezza e dalla prudenza di chi li utilizza.



