ANIMALI: BRASILE, ADDIO AL FOIE GRAS

Un tubo infilato nella gola di anatre e oche. Cibo spinto a forza, due volte al giorno. E un fegato costretto a crescere fino a dieci volte le sue dimensioni naturali. È questa la realtà che si nasconde dietro una delle specialità più costose della cucina internazionale: il foie gras. Ma dal Brasile arriva una notizia che potrebbe segnare un punto di svolta. Il presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha firmato la legge che vieta in tutto il Paese non solo la produzione, ma anche l’importazione, l’esportazione e la commercializzazione di alimenti ottenuti attraverso l’alimentazione forzata degli animali. Il Brasile diventa così il secondo Paese al mondo, dopo l’India, a vietare completamente produzione e vendita del foie gras. Una vittoria costruita in oltre sei anni di campagne, indagini negli allevamenti, mobilitazione e pressione politica portate avanti da Animal Equality, con il sostegno di altre organizzazioni e di oltre 300mila persone che hanno firmato una petizione. Il messaggio lanciato dal Brasile va oltre i suoi confini: il benessere animale può diventare una scelta legislativa, anche quando si tratta di una tradizione gastronomica.