Cremona. Sabato 29 agosto anche Cremona scende in piazza contro il nuovo Ddl Caccia. L’appuntamento è alle 10, in corso Vittorio Emanuele, davanti alla Prefettura, nell’ambito della mobilitazione nazionale “Nessun bersaglio”, che coinvolgerà tredici città italiane.
Nel mirino delle associazioni c’è la riforma della legge sulla fauna selvatica, già approvata dal Senato e ora all’esame della Camera. A Cremona hanno aderito, tra gli altri, Legambiente, LIPU e OIPA.
La contestazione parte da un principio preciso: continuare ad affidarsi ai fucili non può essere considerata la risposta principale ai problemi di convivenza tra uomo e fauna selvatica. E il tema riguarda da vicino anche un territorio come quello cremonese, fortemente agricolo e dove il rapporto tra attività umane, habitat e animali è particolarmente delicato.
Anche sulla gestione dei cinghiali, spesso utilizzata per giustificare nuovi abbattimenti, diversi studi invitano a non ridurre tutto all’equazione “più caccia uguale meno animali e meno danni”. Gli ecosistemi sono molto più complessi e pesano disponibilità di cibo, clima, trasformazione degli habitat e predatori.
Il messaggio che partirà sabato anche da Cremona è dunque netto: prima dei fucili servono prevenzione, tutela degli habitat e una gestione della fauna capace di cercare soluzioni diverse dall’abbattimento. Perché gli animali selvatici non possono diventare il bersaglio più facile delle conseguenze prodotte dall’uomo



