FERRAGOSTO ’79, IL DELITTO CHE SCONVOLSE CREMONA

È uno dei Ferragosti più tragici nella storia di Cremona. Il 15 agosto 1979 Luca Antoniazzi, di appena 8 anni, viene attirato da Giulio Collalto nei sotterranei del vecchio ospedale, dove erano custoditi costumi e materiali dello sceneggiato Rai dedicato a Giuseppe Verdi. Collalto conosceva Luca dall’oratorio e lo avrebbe attirato con la scusa di mostrargli proprio quei costumi. Una volta nello scantinato tenta di violentare il bambino. Luca si ribella e Collalto lo soffoca, fino a ucciderlo. Poi cerca di nascondere il delitto: occulta il corpo nella buca sotto un vecchio montacarichi. Luca viene cercato per due giorni da familiari e forze dell’ordine, fino alla terribile scoperta del 17 agosto grazie ai cani poliziotto. Collalto confesserà l’omicidio. Ma c’è un elemento che rende questa storia ancora più difficile da comprendere. Tre anni prima Collalto aveva già tentato di violentare un altro bambino, Roberto Auglia, di 10 anni, e lo aveva soffocato con un cuscino, tentando poi di simulare una morte provocata dal gas. Per quel delitto era stato condannato a sei anni di carcere e tre di casa di cura, ma era stato giudicato non socialmente pericoloso. Arrivato a Cremona per un percorso di reinserimento, torna incredibilmente a contatto con dei bambini. Poi arriva quel Ferragosto del 1979. Per l’omicidio di Luca, questa volta, viene riconosciuto pienamente capace di intendere e di volere e condannato all’ergastolo il 4 dicembre 1981. Morirà nel 2009. E resta una domanda pesantissima: come fu possibile, dopo quello che aveva già fatto, permettergli di avvicinarsi nuovamente a dei bambini?