Cremona Il Po continua a perdere acqua e, con il caldo di queste settimane, cambia anche aspetto. In molti tratti il fiume è sempre più verde, con schiume in superficie e acqua stagnante: segnali che indicano la proliferazione di alghe e cianobatteri favorita dalle temperature elevate e dalla scarsità di ricambio dell’acqua. A peggiorare la situazione contribuiscono anche i forti prelievi per l’irrigazione, aumentati fino al 40% rispetto alla media, che riducono ulteriormente la portata del fiume proprio mentre si concentrano scarichi, fertilizzanti e sostanze organiche. Secondo il microbiologo Marco Zambianchi, queste condizioni favoriscono anche la presenza di batteri come Escherichia coli, Salmonella e altri microrganismi potenzialmente pericolosi. Per questo fare il bagno nel Po, soprattutto nelle zone dove l’acqua è ferma, verde o ricoperta di schiuma, può comportare rischi per la salute, dalle dermatiti alle gastroenteriti fino, nei casi più seri, all’esposizione alle tossine prodotte dai cianobatteri. È il segnale di un fiume sempre più in sofferenza, dove siccità, caldo estremo e pressione dell’uomo stanno alterando un equilibrio che riguarda non solo l’ambiente, ma anche la salute pubblica e l’agricoltura. Dalle immagini, acquisite dal 1 al 3 agosto, fornite dai satelliti di Copernicus Sentinel 2, missione di osservazione della Terra del programma europeo Copernicus, emerge, inoltre, che i livelli idrici sono eccezionalmente bassi lungo i tratti di quattro dei più grandi fiumi europei: tra questi il Po vicino a Cremona, gli altri osservati speciali sono il Reno, la Loira e il Danubio.



