Cremona. Cinque secoli fa un cremonese costruiva macchine talmente sorprendenti da sembrare quasi magia. Si chiamava Janello Torriani, nacque a Cremona intorno al 1500 e diventò uno dei più straordinari ingegneri e inventori del Rinascimento.
Orologiaio, matematico e meccanico, il suo talento lo portò alla corte dell’imperatore Carlo V e poi in Spagna, al servizio di Filippo II.
La sua impresa più incredibile fu realizzata a Toledo: un gigantesco sistema meccanico capace di sollevare l’acqua del fiume Tago fino alla città, superando un dislivello di quasi cento metri. Una macchina così complessa che per secoli si è discusso su come funzionasse realmente.
Ma attorno a Torriani nacquero anche racconti ancora più affascinanti. Gli furono attribuiti automi capaci di muoversi, camminare e compiere gesti quasi umani. Tanto che agli occhi dei contemporanei le sue invenzioni sembravano avere vita propria.
Un uomo nato nella Cremona del Cinquecento che progettava automi e macchine straordinarie secoli prima della robotica moderna.
E forse non è esagerato definirlo uno dei primi grandi geni della meccanica europea.



